Oggi ho fatto alcune domande alla mia amica Francesca. Ha una disabilità motoria.
Myriam : Il tuo futuro ?
Francesca: No non è un problema, dipende solo dalle persone che incontrerò perché comunque sono loro che si fanno dei problemi e che mi procurano dei problemi ! Ovviamente non sarà facile, ma l’autonomia me la conquisterò man mano.
Myriam: Hai diciotto anni e magari non puoi andare a ballare il sabato sera, o prendere la patente, o andare a correre con le amiche , insomma non puoi fare quello che le ragazzine della tua età fanno. C’è qualche cosa che ti pesa di più?
Francesca: Si, non poter andare da sola a Milano ad esempio. Dover sempre dipendere da qualcuno. Anche quando faccio amicizia, ho paura. Chi diventa amico/a mio/a diventa un po’ come i miei genitori perché mi deve venire a prendere a casa, accompagnarmi in bagno , portarmi in giro spingendo la carrozzina e aiutarmi in molte cose. E non tutti se la sentono, io stessa a volte mi sento un peso.
Myriam : Appunto , cosa mi dici dei tuoi genitori ?
Francesca : Beh la mia famiglia per me è importantissima perché nonostante i miei problemi, la mia storia difficile e dolorosa alle spalle mi è sempre stata vicina e questa è la cosa che mi ha dato la forza di vivere.
Myriam : Gli sguardi della gente?
Francesca : Gli sguardi delle altre persone , mi danno fastidio perché ti guardano e ti giudicano senza sapere, solo per il fatto che ho una carrozzina. Le persone che come te , sanno guardare oltre sono poche. Le persone che ti guardano negli occhi sono poche , e molto rare. Tutte le altre guardano solo la sedia a rotelle e le mie gambe.
Myriam : Cosa dire a chi pensa che tu sia strana?
Francesca:
Cosa dire a quelli che mi trovano strana?... Niente. Penso che sia
giusto che certe persone mi trovino strana perché io penso esattamente la
stessa cosa di loro!!!! Siamo tutti un po’ strani in questo mondo.
L’amicizia per Francesca è una cosa stupenda, ma mi racconta che è rimasta delusa da molte persone.
Mi dice questa cosa :
"Essere
amici di qualcuno come me , certamente non è semplice. La gente si spaventa e
la capisco. Con me non si può andare a ballare, andare a Milano da sole, deve
essere sempre l’amica che viene a casa mia, se andiamo in giro qualcuno deve
spingermi, non si può lasciarmi sola, qualcuno deve portarmi in bagno… Non è
solo divertimento e basta. La gente non vuole prendersi queste responsabilità,
la gente non vuole stare con me , come se dovesse occuparsi del suo cane ecco
perché non ho molti amici. Perché essere amici di una persona disabile
significa occuparsene un po’ come fanno i genitori stessi con me. Ma tu che sei
mia amica saprai meglio di me che si riceve anche tanto. ”


Sindicazione
Non sono in carrozzina ma ho anch'io problemi motori: cammino sulle mie gambe ma storta, lentamente e faccio fatica.
Fortunatamente le mie difficoltà sono minori di quelle che gente come Francesca, resta il fatto che cose per "voi" scontate per me non lo sono.
E comunque non sarà certo questo a fermarmi: ho finito il liceo e adesso ho iniziato a frequentare l'università, per giunta in una città difficile in termini di barriere architettoniche...volevo fare lingue orientali e nessuno mi ha distolta da questo sogno!
Certe volte è dura però si va avanti!
La cosa peggiore però, come diceva la tua amica, sono certi sguardi...non servono neanche le parole!...sguardi incuriositi, stupiti dei bambini o peggio ancora quei fastidiosi sguardi di compassione degli adulti!
Bel blog!
Auguri a tutte le persone come la tua amica!